Introduzione
Il presente articolo spiega cosa è lo SPAM e come difendersi per conto proprio. Se volete una protezione a 360° su tutte le vostre caselle di posta, abbiamo la soluzione che fa per voi. Non esitate a contattarci allo 031.241.987 chiedendo di Andrea Marucci.
Perché "spam"?
Il termine spam si
riferiva in origine a un prodotto alimentare in scatola, tuttora
reperibile in vari paesi, a base di carne precotta, commercializzato
dalla Hormel Foods. La grafia corretta del prodotto alimentare è SPAM, tutto in maiuscolo, proprio per distinguerlo dallo spam digitale. Il sito ufficiale è Spam.com.
Durante
la seconda guerra mondiale, lo SPAM fu uno dei pochi alimenti esclusi
dal razionamento in Inghilterra, per cui gli inglesi se lo trovavano in
tavola un giorno sì e l'altro pure; questo ha contribuito a un certo
tedio britannico verso il prodotto, che è sfociato in un celebre sketch
di Monty Python (ne trovate il video su Youtube), ambientato in una bettola nella quale si servono soltanto piatti a base di SPAM. La ripetizione ossessiva della parola SPAM è stata associata, dai primi Internettari, alla ripetizione ossessiva
presente nelle pubblicità-spazzatura, e da qui è derivato l'uso di spam (minuscolo) per indicare qualsiasi comportamento ripetitivo, irritante e di poco pregio.
Quanto spam gira?
Secondo The Inquirer,
uno studio recente della Commissione Europea segnala che oltre la metà
dei messaggi di posta inviati nell'UE è spam; per alcuni utenti, lo
spam rappresenta l'80% di tutta la posta ricevuta. I peggiori spammer
sono negli USA, che generano il 21,6% circa dello spam mondiale. La
Cina è seconda, staccata al 13,4%; terzo è il Giappone, seguito da
Russia, Corea del Sud, Canada e Inghilterra, secondo i dati in tempo reale di Spamhaus.
Secondo dati Ironport,
a giugno 2006, i messaggi di spam erano circa 55 miliardi al giorno; 20
miliardi in più che nel 2005. L'utente più spammato in assoluto è Bill
Gates, che ne riceve 4 milioni l'anno (questo articolo della BBC, che avevo linkato inizialmente, dice "al giorno" riportando la dichiarazione effettiva di Steve Ballmer, ma Ballmer si è poi corretto in un'intervista successiva). L'oggetto più frequente di questo spam è costituito da metodi per fare soldi in fretta.
Chi lo manda?
Le botnet (gruppi di computer di utenti inconsapevolmente infetti) sono responsabili per l'80% dello spam. Le gang di spammer professionisti sono meno di 300 in tutto il mondo, secondo Spamhaus. Spamhaus pubblica anche la top ten degli spammer più pestiferi, i cui nomi e cognomi sono ben noti; non vengono arrestati quasi mai, perché operano da paesi nei quali fare spamming non è reato o è reato minore, oppure usano società fantasma per rendere difficile la creazione di prove legalmente valide e continuano a cambiare sedi e fornitori d'accesso.
Ma qualcuno abbocca?
Certamente. Per come è strutturato lo spam, (costo zero per inviare messaggi), non importa quanto siano rari gli ingenui che abboccano: anche un tasso di una vittima su 100.000 messaggi porta comunque a un guadagno per lo spammer, che viene pagato dal committente per ogni vendita realizzata o a forfait (nel caso dello spam azionario). E lo spam rende. Per esempio, Jeremy Jaynes era nella top ten degli spammer di Spamhaus nel 2004 e guadagnava 750.000 dollari al mese; però quando fu arrestato negli Stati Uniti si prese anche nove anni di galera (non ancora iniziati).
Come fanno a trovare il mio indirizzo?
Gli spammer esplorano la Rete con programmi automatici (web spider) alla ricerca di indirizzi pubblicati nelle pagine Web, per esempio nelle pagine dei forum o negli organigrammi pubblicati dai siti aziendali o istituzionali; si abbonano alle mailing list per acquisire la lista degli iscritti; mandano le catene di Sant'Antonio per poi raccoglierne gli elenchi di mittenti spesso inclusi da chi le inoltra; copiano i dati degli intestatatari di siti, pubblicati tramite i servizi Whois; e usano virus che copiano la rubrica degli indirizzi dal computer della vittima e la mandano allo spammer.
Come difendersi?
Quasi tutti i programmi di posta hanno dei filtri interni ai quali si
può "insegnare", tramite esempi, quali messaggi sono spam e quali no; i
provider, inoltre, offrono filtri antispam, magari a pagamento. Anche
se Microsoft e altri stanno proponendo sistemi antispam molto
complessi, sta prendendo piede un sistema semplice chiamato graylisting: in sintesi, la prima volta che si riceve un e-mail da un indirizzo
sconosciuto, il nostro provider lo respinge temporaneamente al provider
del mittente con la richiesta di ritrasmetterlo più tardi. Se il
mittente è legittimo, lo ritrasmette e si stabilisce da quel momento in
poi la normale comunicazione; l'indirizzo del mittente viene
considerato valido; se il mittente è uno spammer, difficilmente
ritenterà la trasmissione e quindi il suo spam non verrà mai
recapitato. Questo sistema non richiede alcuna impostazione da parte
dell'utente, richiede pochissime risorse ai provider, e funziona a
prescindere dal contenuto del messaggio.
Per il momento, la
prevenzione resta la miglior difesa: date il vostro indirizzo di e-mail
soltanto alle persone di cui vi fidate e con la preghiera di non
includerlo nei campi "CC" o nelle catene di sant'Antonio; non mettetelo
nel vostro sito, blog o pagina Web (se lo dovete fare, "cifratelo"
usando un'immagine o una grafia comprensibile solo alle persone ma non
ai programmi automatici, come info chiocciola dominio.it, oppure inserendo una parola da rimuovere, come info. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ).
Usate
inoltre regolarmente un antivirus e un antispyware per essere sicuri di
non essere portatori sani d'infezione spiona o addirittura
disseminatori inconsapevoli di spam, e impostate i vostri programmi di
posta in modo che non scarichino automaticamente le immagini e non
interpretino l'HTML nei messaggi di posta. Le immagini e l'HTML vengono
usate dagli spammer per sapere se leggete i loro messaggi.
Conviene
inoltre avere un indirizzo di e-mail "privato", da riservare alla
cerchia di amici e colleghi più fidati, e uno o più indirizzi
"sacrificabili" per tutte le altre transazioni e comunicazioni che
potrebbero essere a rischio.
Soprattutto, non rispondete mai a uno spam, neppure per insultarlo, e men che meno per farvi rimuovere dall'elenco dei mittenti come a volte promettono gli spammer: è una trappola.
[Fonte: attivissimo]
Vi proponiamo di seguito alcuni trucchi e software che vi permetteranno di ridurlo al minimo possibile.Se avete la posta e il dominio con noi, siete già protetti in automatico dai nostri filtri che eliminano il 99.95% di SPAM.
MACINTOSH
Un ottimo lavoro è svolto da Mail, il client di posta elettronica contenuto in OS X per cui vi consigliamo caldamente di utilizzarlo avendo già inserita una funzione antispam che funziona egregiamente.
In alternativa potrete utilizzare Postarmor che è shareware e esiste anche per Linux e Windows, Spamfire (commerciale), SpamTunnel (freeware anche per Windows, Linux e Solaris) e molti altri. Vi consigliamo di effettuare una ricerca su VersionTracker cliccando qui.
WINDOWS
Per Windows, i software migliori sono Ella (commerciale), SpamKiller di McAfee (commerciale) e SpamPal (opensource) oltre ai summenzionati per Mac di cui esiste anche la versione Windows. Prodotto italiano ottimo e soprattutto gratuito è anche Spam Terminator che ha un suo sito da cui è possibile effettuare il download e mantenere aggiornato il filtro antispam. Vi consigliamo comunque di fare una ricerca su WindowsTracker cliccando qui.
LINUX
Il re è sicuramente SpamAssassin che però non è di facilissima configurazione e richiede la gestione di procmail. Consigliamo di dare un'occhiata anche a Postarmor e SpamTunnel di cui esiste una versione per Linux.
La cosa migliore da fare è comunque di tenere un'indirizzo email di quelli gratuiti per l'iscrizione a newsletter o a newsgroup. In questo modo se questo indirizzo si dovesse riempire di spazzatura, potrete semplicemente eliminarlo e crearvene uno nuovo. Non usate mai il vostro indirizzo email di lavoro altrimenti correreste il rischio di vedere i vostri messaggi seppelliti tra decine di offerte di Viagra, cerotti per l'allargamento del pene e cose del genere...





